lunedì 18 agosto 2014

Rubrica del Lunedì. La figura e lo sfondo


 


La scorsa settimana abbiamo visto quali sono, secondo la Gestalt, le leggi di unificazione figurale. Oggi affronteremo uno dei problemi fondamentali che questa scuola di è trovata a dover risolvere e cioè la modalità di percezione delle figure nel piano e degli oggetti nello spazio.

Quando noi osserviamo un'illustrazione, un oggetto o un paesaggio, percepiamo subito un campo visivo, cioè lo spazio organizzato fenomenico della visione. Nel campo si collocano i "fenomeni" visivi, cioè gli oggetti e le figure che si devono staccare visivamente dallo sfondo che rimane in secondo piano. Per "vedere" con chiarezza dobbiamo essere in grado di separare la figura dallo sfondo. Non sempre però questo avvine econ rapidità è chiarezza: analizzeremo quindi i casi di ambiguità visiva più frequenti, quei casi cioè in cui la l'esito della configurazione percettiva è instabile perché si possono presentare più interpretazioni.


Coppa di Rubin, 1915 - esempio di ambiguità percettiva

LA FIGURA

I fattori che possono determinare l'assunzione del ruolo di figura di una certa parte del campo visivo possono essere diversi:
- La grandezza: all'interno di un campo visivo tendiamo a riconoscere come figura l'area con le dimensioni più piccole rispetto a quella con dimensioni più grandi che invece percepiamo come sfondo.
- L'orientamento: l'area con asse orizzontale e verticale è la figura mentre un'area orientata diversamente ci appare come sfondo.
- La simmetria: L'area con bordi simmetrici rispetto a un'asse principale ci appare come figura mentre nel caso di bordi asimmetrici la percepiamo come sfondo.
- L'inclusione: l'area inclusa è la figura mentre l'area che include è lo sfondo.
- La convessità: Le aree delimitate da un contorno convesso appaiono come figure, diversamente quelle delimitate da contorno concavo appaiono come sfondo.

LO SFONDO

Lo sfondo è la porzione di campo visivo che resta al di fuori da ciò che abbiamo identificato come figura.
Attenzione a non confonderlo con inutile scarto inutilizzato, perché in realtà ha un ruolo fondamentale di schema di rifrimento per la figura. Infatti ogni figura è sempre inserita in uno spazio dove occupa una posizione, con un certo orientamento, dimensioni, e movimento.

AMBIGUITA' NELLA PERCEZIONE VISIVA

Le ambiguità che si possono presentare nella fase di percezione visiva sono numerose. Queste provano che l'attività percettiva non si limita ad essere un processo passivo, ma anzi l'elaborazione dei dati continua anche dopo aver ottenuto una prima configurazione accettabile.
Le principali tipologie di ambiguità riguardano solitamente il rapporto figura-sfondo, il significato, la posizione, il mimetismo, fino a casi in cui vi può essere la compresenza di più fattori che complichino ancora di più la comprensione.
Per risolvere queste ambiguità sono necessari due processi: il processo di riorganizzazione, che avviene automaticamente e consiste nel ristrutturare la figura nel complesso in seguito al mutamento di una parte di questa, e il processo di reinterpretazione, che consiste nel dare una seconda interpretazione visiva subito dopo la prima, pur senza cancellarla.
Applicando questi due processi si riesce a districarci nella interpretazione anche delle figure più complesse, le così dette illusioni ottiche, di cui parleremo la prossima volta.